In questo periodo estivo la pagina di Facebook diventa centrale nel dialogo con i lettori. A seguito di qualche nostro post, molti sono gli spunti che arrivano dai numerosi commenti. Temi da approfondire, che denotano una sempre maggiore voglia di conoscere, anche da parte di chi si è avvicinato da poco al vero stile maschile. Tra questi, interessante l’elogio di Giorgio Armani. Un nostro lettore ne apprezza la genialità. Noi abbiamo risposto sottolineandone invece la banalità. In più, dobbiamo imputare allo stilista italico l’inizio della fine per l’uomo classico. All’inizio degli anni 80 nasce il fenomeno degli stilisti nostrani, gay, che impongono un uomo effeminato, patinato, che esibisce il proprio corpo come modelle di biancheria. Non tiriamo per le lunghe un argomento che vorrebbe dedicate molte parole. Offriamo così ai lettori due immagini eloquenti. Un esempio impietoso e lampante di quanto andiamo dicendo.
In queste foto, un cappotto da donna, un polo con cinta a mo’ di vestaglia, diventa un capo unisex sfoggiato da Richard Gere nel film American Gigolo. Che naturalmente diventa subito una icona di stile metrosexual…















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